Roberto ASSAGIOLI

                                          La psicosintesi                                                                                                                                                                                  
          




E’ possibile conciliare la moderna psicologia con la spiritualità? Apparentemente no, se guardiamo alla scuole prevalenti, di impianto riduzionista a materialista: da Freud, che riduce gran parte dei conflitti a pulsioni sessuali rimosse nell’inconscio e considera la religione una forma di nevrosi, ai comportamentisti (es. Skinner) che negano l’esistenza o la rilevanza del concetto stesso di mente/psiche, fino alle fumosità verbali di Lacan…

Con Assagioli, poco noto benché di fatto primo psicanalista italiano, respiriamo un’aria diversa. La mappa psichica di Assagioli (l’ovoide dell’immagine) è molto ampia e comprende, oltre a una inconscio inferiore (quello di Freud) e medio, un inconscio superiore o “supercosciente”, che non ha nulla in comune con il Super-io di Freud (espressione dei comandi dei genitori) ma è la sede delle energie superiori che determinano le intuizioni intellettuali, le creazioni artistiche, gli  imperativi etici, gli stati di illuminazione ecc.
Inoltre Assagioli, al di là dell’io cosciente, che contiene/percepisce i fenomeni, pone un Sé transpersonale, che costituisce la vera identità della persona. Nell’ambito della psicologia i termini io e Sé vengono spesso utilizzati in modo improprio (es. Jung o Kohut). Qui invece tale distinzione, tra l’individualità illusoria e il principio trascendente (Atman) di cui essa è mero riflesso, corrisponde all’impostazione delle dottrine orientali e della filosofia perenne. Se per la psicologia classica lo scopo è raggiungere la “normalità”, qui la normalità è il limite da superare, il guscio individuale da cui evadere.

La psico-sintesi, rispetto alla psicanalisi, è un’operazione più completa: non si limita a sciogliere i complessi (analisi), ma intende ricomporre una nuova personalità (sintesi) attorno a un centro. Tale centro psicologico attorno a cui organizzare le funzioni non è, sorprendentemente, l’io, ma proprio il Sé, la parte impersonale e universale della psiche. Si tratta insomma di una “psicoterapia per mistici”, che ad es. studia i disturbi derivanti da influssi dell’inconscio superiore (le aspirazioni frustrate, le vocazioni neglette ecc.).
Il processo di psico-sintesi si struttura in quattro fasi: 1) conoscere/svelare la propria personalità, sia la coscienza sia l’inconscio; 2) dominare tali elementi, disidentificandosi dagli impulsi e dissolvendo i complessi con la critica razionale; 3) scegliere un centro, ossia un modello ideale; 4) ricreare la nuova personalità, il  che si ottiene trasformando le energie sessuali, allenando le funzioni deboli e coordinando le funzioni attorno al nuovo centro.

Quanto ai mezzi per raggiungere tale scopo, Assagioli adotta un approccio eclettico. In generale il suo metodo rientra nel paradigma delle psicologie umaniste (in particolare Maslow), essendo incentrato su auto-realizzazione, volontà, sviluppo delle potenzialità ecc. Utilizza peraltro tecniche appartenenti a varie scuole: Freud (es. l’analisi dei sogni, le associazioni), Jung (l’uso dei simboli) tecniche cognitivo-comportamentali (desensibilizzazione, suggestione, analisi critica), fino a metodi che oggi definiremmo new-age (musicoterapia, cromoterapia).



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