Sulla liberazione animale e sull'animalismo in generale, c'è poco da dire. Nel senso che già tutto è stato detto. Non ci sono più scuse: oggi chi vuole conoscere la situazione, gli strumenti li ha. Esistono associazioni, libri, riviste, eventi, siti internet...

Due testi ormai classici sono "Liberazione animale" (1975) di Peter Singer e "I diritti animali" (1983) di Tom Regan. Per un excursus sull'argomento si può vedere ad esempio qui. Interessantissimo l'esperimento mentale riportato nel finale: arrivano sul nostro pianeta degli extraterrestri che, essendo molto più intelligenti degli umani, ci trattano così come noi trattiamo gli animali. Non ho ancora incontrato qualcuno in grado di confutare razionalmente questa reductio ad absurdum dello specismo.

E' evidente che non esistono ragioni logiche o morali per il trattamento a cui l'uomo sottopone gli animali, sfruttandoli come puri mezzi, come fossero oggetti inanimati incapaci di soffrire. L'unica giustificazione è la legge del più forte, ma è proprio nel superamento di tale legge che consistono l'etica e la civiltà.

Eppure, dalla scoperta dei diritti degli animali, poco è cambiato: vegetariani, vegani e animalisti restano una piccola minoranza. E' la dimostrazione di come la buona volontà individuale può fare poco contro le tradizioni e la visione del mondo veicolata dai media, e di come per i più la morale sociale si identichi con la morale tout court. In effetti sfruttare e mangiare gli animali fa molto comodo a tutti (chi scrive non fa eccezione). Forse nemmeno la schiavitù tra umani sarebbe mai stata debellata, se non fosse stata proibita per legge, ma lasciata alle scelte individuali. Gli animali inoltre, a differenza di altre categorie di oppressi, non possono protestare, costituire partiti o movimenti, o ribellarsi.
LIBERAZIONE DEGLI ANIMALI (DOMESTICI)

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Meno scontato è riconoscere la logica del dominio e della sopraffazione specista nel caso degli animali domestici, che generalmente vengono considerati come affettuosi compagni naturali dell'uomo.
Noi ci avevamo provato, e anche qui la macchina del tempo ci restituisce quel mezzo-progetto:

ALIANDO



Riprendiamo qui per intero l'appello:

" Liberiamo i cani domestici "

Aggiornamento

Il bello di internet è di avermi rassicurato più volte sul dubbio di essere pazzo. Sei hai un'idea originale ma ben ponderata, e tuttavia sei l'unico nel tuo ambiente (o Paese) a considerarla ragionevole, scoprirai che da qualche altra parte nel mondo qualcun altro ha pensato la stessa cosa, con argomenti anche migliori. Ai tempi del semi-progetto Aliando (Associazione per la liberazione degli animali domestici), le nostre proposte venivano giudicate fondamentaliste e provocatorie, e mai prese sul serio.
Ora, a distanza di 15 anni, scopro l'esistenza di un filosofo americano, un certo Gary Francione, che propone un approccio animalista di tipo "abolizionista", nel senso di considerare l'addomesticamento una forma di schiavitù contraria alla dignità dell'animale, che deve essere abolita. E il concetto di addomesticamento comprende naturalmente anche quello ai fini di compagnia.
Il libro in cui espone compiutamente tale approccio è del 2015. Francione sembra godere di una certa notorietà, tanto che ne ha trattato anche la rivista Internazionale



Potere animale